Volley…e non solo - Mauro Berruto ragiona, usa la testa e dice la sua. Attraverso le pagine del suo sito questa volta sconfina nel mondo del calcio e non le manda a dire, con la consueta calma comunque, e fornisce spunti per qualche riflessione che tutti noi – soprattutto chi ama lo sport in generale e il calcio, in particolare – dovremmo fare.
L’argomento sta riempiendo i giornali: la minaccia di uno sciopero dei calciatori di serie A che già suona come una presa per i fondelli, bella e buona. Un ossimoro praticamente: nella storia, a scioperare sono stati coloro che non avevano i diritti basilari o che venivano pagati pochissimo…. e lo sciopero dei calciatori è (mediaticamente parlando) messo alla pari della Guerra in Libia e della crisi finanziaria. Il perchè, da giornalista, potrebbe essere semplice: perchè se è vero che a far notizia è tutto ciò che è fuori dal comune, beh, uno sciopero di chi guadagna a sei zeri può essere solo fuori dal comune e merita dunque attenzione. Senza magari dimenticarsi che i problemi (quelli veri e quelli….comuni) rimangono altri. Ecco cosa dice Mauro Berruto dalle pagiene del suo sito. Anzi…andatelo a leggere che si trovano spunti interessanti.
“Non conosco perfettamente tutti i restroscena della battglia sindacale che l’AIC sta portando avanti, attraverso un ex atleta che mi sta anche molto simpatico ed è sempre stato un pò “diverso” dallo stereotipo dei calciatori: Damiano Tommasi.
La cosa che stona e infastidisce è il tempismo, l’idea che una reazione così forte passi come il tentativo di un’altra delle tante caste del nostro paese, di difendere la propria intoccabilità.
Purtroppo il rischio è quello di perdere la testa, diciamo metaforicamente…come successe a Maria Antonietta.
Penso che uno sciopero dei calciatori, peraltro lavoratori con sacrosanti diritti da difendere e altrettanto sacrosanti doveri da eseguire, sia una delle più inopportune scelte degli ultimi anni. Inopportuna anche in termini di attenzione rispetto ai problemi strutturali del paese, che non dovrebbero essere dimenticati, sottovalutati o ..sublimati da una…sollevazione popolare nei confronti dei calciatori di serie A (non dimentichiamoci anche che è solo di questa categoria che si sta parlando) come mi sembra di capire stia avvenendo.
Non vorrei che il disgustoso intervento fuori tempo e a gamba tesa dei calciatori provocasse un fallo talmente clamoroso da far dimenticare (o considerare con meno attenzione) … le gomitate non viste dalla telecamera e gli sputi o le provocazioni dall’altra parte del campo. Non vorrei che in questo caso il vecchio detto: “Panem et circencens” valesse al contrario, anche in occasione dell’incrociare dei parastinchi dei circensi in questione.
Si dice che la vittoria di Gino Bartali al Tour de France del 1948 fu funzionale ad allentare il clima di tensione nel nostro paese dopo l’attento a Togliatti. Quella almeno era una vittoria. C’erano dei valori, primo fra tutti quello del trionfo in uno sport di fatica.
Io vorrei che la fatica oggi, fosse quella di tutti coloro che hanno un qualche senso di responsabilità verso il paese, nel fare il proprio compito nel modo migliore possibile. Sostituendo magari la parola “noi” all “io”, almeno per un pò di tempo…
Lo sport può essere d’esempio in tutto questo. Lo sport ,appunto..forse un pò di meno il calcio che, da questo punto di vista e senza nessun tipo di giudizio morale, sport lo è di meno essendo più show o business, come preferite.
Io amo il calcio, credo sia cosa nota. Ma se per una domenica gli stadi saranno vuoti… cercate un posto dove si corra a piedi, in bicicletta, una palestra dove si giochi a pallavolo o a basket, un oratorio dove ci sia un tavolo da ping pong, un campo da tennis, una spiaggia dove ci si possa sfidare a racchettoni o a beach volley. Cercate una piscina per una nuotata o fate un giro su una barca a vela, tirate con l’arco ad un bersaglio o tirate di scherma se ne siete capaci, fate una camminata in montagna, una pagaiata in canoa, un volo in deltaplano.
Invece di restare a “guardare” per 90 minuti, dedicate quel tempo a qualsiasi attività sportiva vi venga in mente. Facendo (e quindi facendo anche un pò di fatica) scoprirete che lo sport, quello puro, può davvero migliorare il mondo”.





Martina
Berruto è un grande allenatore e un grande uomo.
Marco
Leggere le parole di Berruto lascia davvero la persona con delle forti emozioni!
Credo che abbia detto davvero tanto. Parole bellissime.