Ora, provate voi ad intervistare Marco Meoni. Provate voi, dico io. Senza ridere, senza divertirvi. Senza quei momenti di silenzio che solitamente si creano tra l’intervistatore e l’intervistato. Bene se intervistate Meoni questi momenti non ci saranno perché è un fiume in piena che parla, scherza e sa prendersi in giro.
Provate voi. Provate voi a parlare venti minuti con Meoni mentre si prepara la borsa, mette il vivavoce, sta andando agli allenamenti, suona il clacson, viaggia in macchina. Provate voi.
E invece ho avuto la grande fortuna di aver provato io. Venti minuti divertenti, che Marco ha subito colto al volo nel pieno dello spirito giocoso insito in questa intervista.
E quando gli chiedi: sai già di che cosa dobbiamo parlare vero? Lui glissa e chiede se gentilmente glielo ricordo.
D’altronde, ragazzi: quasi 39 anni sono abbastanza per scordarsi qualcosina e lasciarla per strada. Buona lettura.
1. Tu e Berruto vi siete sentiti? Che cosa c’è di vero in questo tuo ritorno in Azzurro?
Il fatto che ci siam sentiti è vero, ma vorrei precisare una cosa: io e Mauro ci sentiamo molto spesso. Tra un facebook e un sms siamo sempre in contatto. Ci conosciamo e ci stimiamo da anni, poi casualmente è venuto fuori l’argomento della Nazionale, ma onestamente non ci pensavo fino a che non è venuto fuori tutto questo putiferio. Era una telefonata innocua…neanche si trattasse di Juantorena che prende in considerazione l’ipotesi di vestire la maglia azzurra… (e ride).
2. Se ti dovesse chiamare, cosa risponderesti?
(Unica risposta seria) Ne parlerei con lui per capire bene perché mi chiama.
3. Sembra quasi fatto apposta, ma il 6 non è sulle spalle di nessuno dei giocatori che hanno conquistato l’Argento agli ultimi Europei…
E beh, mi ero tanto raccomandato. Ma adesso che ci penso, mi pare che voglia richiamare Samu (Samuele Papi che con Meoni ha vestito negli anni il numero 6 in Nazionale nda).
4. Sembra che per te gli anni non passino mai. Domanda Marzulliana: ti senti più in una nuova giovinezza o nel momento più bello della maturità?
Prima di tutto, vorrei dire che gli anni passano e si sentono. E poi…non sono mai stato giovane, in verità. Devo rivelarvi una cosa: che questa è la mia prima giovinezza. Ebbene sì. E’ da quando ho vent’anni che mi considero un vecchio. Sia perché ho iniziato a giocare che ero molto giovane. Sia perché mi son subito integrato con i vari senatori delle squadre in cui ho giocato.
Poi, come dire…fisicamente non è che sono proprio un atleta prestante. Raggiungo il minimo necessario per poter campare, diciamo…
5. Cosa rispondi a chi dice che saresti troppo vecchio per tornare in azzurro?
Rispondo che hanno perfettamente ragione.
(Pausa breve).
Ma che fortunatamente chi lo pensa non allena l’Italia.
6. Cosa è cambiato nella pallavolo da quando hai iniziato tanti anni fa?
E’ cambiato tutto. E’ molto difficile spiegarlo in poche parole. Ma per far capire al volo cosa è passato sottorete in questi anni, basti dire che oggi gioco con i figli di chi ha giocato con me o contro di me quando ho iniziato: Conte, Quiroga, per dirne un paio.
7. Hai lasciato la maglia azzurra nel 2008. C’è stato un perché?
In realtà non ho lasciato. E in realtà non sono stato escluso. E’ stato il percorso naturale di un atleta arrivato ad una certa età. La Nazionale fa parte del momento più importante della vita di un pallavolista ed era naturale lasciare dopo un appuntamento come le Olimpiadi del 2008. Tutto qui.
8. Qualora dovessi finire a fare il viceTravica, cosa pensi di trovare di diverso rispetto a quando hai lasciato la Nazionale quattro anni fa?
(sembra sorpreso) Ma come? Non mi chiama per giocare? Allora non ci vado….
9. Il tuo momento più bello in Azzurro
Ho tantissimi ricordi eccezionali e sceglierne uno sarebbe quasi ingrato. Voi sapete che noi vecchietti abbiamo la memoria a lungo termine molto attiva, ma quella a breve vacilla. Quindi il momento più bello per me non può essere che quello che ricordo meglio, ossia il mio esordio contro Cuba nel 1994. Ma anche la vittoria alla prima World League dell’Italia nel 1995 è un ricordo stupendo, quando abbiamo vinto contro ogni aspettativa.
Ma forse il ricordo più bello, essendo vecchio, me lo son dimenticato.
10. Ti hanno eletto anche miglior palleggiatore al termine della World League del 2002…
Davvero? Questa me l’ero scordata. Anche perché tutte le volte che ho ricevuto un premio individuale non c’erano né soldi, né premi in palio. Quindi, ci ho rinunciato.
11. Il tuo momento meno felice in Azzurro
Anche in questo caso, ce ne sono diversi. E di diversi tipi. A partire dai risultati, fino ad arrivare ad altri momenti personali o legati alla vita della squadra.
Rispetto ai risultati, non aver vinto la World League del 1998, quando giocavamo in casa, è stata una grande delusione. Poi, abbiam vinto un Mondiale, però.
Un momento mio personale brutto è sicuramente legato alla mancata convocazione alle Olimpiadi del 2004 quando dopo un recupero record (Marco aveva rotto il tendine d’Achille: un infortunio gravissimo per un atleta nda) non sono riuscito ad andare ad Atene.
12. Il palleggiatore più forte di tutti i tempi?
Anche in questo caso, è davvero difficile sceglierne uno. In primo luogo perché di palleggiatori molto bravi ce ne sono tanti. E poi perché non esiste un palleggiatore giusto e più forte di altri. Mi vengono in mente i vari Chul, Stork, per arrivare a Vullo e Tofoli. Poi io ho una stima tutta mia per Fefè De Giorgi che, pur pagando il difetto dell’altezza, è riuscito con qualità tecniche eccelse e doti mentali eccezionali a compensare la mancanza di centimetri a rete.
13. Il compagno di palleggio al quale sei rimasto affezionato?
Sinceramente, per il carattere che ho, è molto difficile che non vada d’accordo con qualcuno perché ho la fortuna di riuscire a legare facilmente con i compagni e con le persone in generale. Ci sono ragazzi che ancora oggi sento periodicamente e con i quali si è instaurata una forte amicizia, nonostante abbiamo giocato insieme nello stesso ruolo e nella stessa squadra: per fare due nomi, Dante Boninfante e Nicola Mazzoleni.
14. Il palleggiatore più futuribile?
Dragan (Travica nda) sembra davvero che sia il presente e il futuro di questa Nazionale. Ho visto giocare un po’ Michele Baranowicz e mi ha impressionato molto. Credo che questi due saranno i palleggiatori del futuro dell’Italia. Per un bel po’.
15. Come si fa a giocare a certi livelli fino a 40 anni?
Te lo dico l’anno prossimo (Marco ne compie 39 a maggio). Come si fa… (sospira)…Si fa che devi aver voglia di andare in palestra a divertirti. E già questa è un’ottima base. E poi ci vuole uno staff che crede in te e che sa cosa può chiederti e cosa no dal punto di vista fisico.
16. A Verona stai vivendo un bel momento: l’ha detta bene Gianluca Pasini nell’articolo uscito sulla Gazzetta dello Sport. Non ci sono nomi con il “pedigree”, ma state comunque vivendo un buon momento.
Fino a qualche giornata fa, stavamo facendo per tutti un brutto campionato. Nelle ultime giornate abbiamo fatto punti, ma basta una partita per rimettere ogni cosa in discussione. Non abbiamo niente in più degli altri: noi lo sappiamo e cerchiamo di gestire al meglio questa cosa.
17. Parliamo di cose serie: cosa vuoi fare da grande?
Prometto che entro dieci anni smetterò di praticare questo mio hobby che è la pallavolo. E mi dedicherò alla famiglia e al mio lavoro attuale che continuo comunque a portare avanti.
Marco Meoni ha due locali al mare, a Porto Recanati: l’enoteca “La Parnanza” e un bar gelateria con produzione artigianale, la “Gelateria Giorgio”.
Insomma, andate a trovarlo, mangiate un gelato, bevete un bicchiere di vino.
Ma finché gioca, va bene anche guardarlo palleggiare.
A Verona. E…a Londra? Ai posteri l’ardua sentenza…o meglio: a Mauro l’ardua sentenza…
Ah, no, dimenticavamo l’ultima domanda:
18. Facciamo un gioco. Facciamo finta che Berruto è indeciso e non sa se chiamarti o meno e tu hai poche parole per convincerlo che chiamare te sarebbe la scelta giusta….cosa gli dici?
(Dopo qualche ora di ragionamento, Meoni chiude con questa massima): che a essere giovani, si impara da vecchi…
Che abbia ragione lui?
Foto Express www.bluvolleyverona.it





Gle8
Avete ragione!!! è un grande…. sia come personna che come palleggiatore….
daniela
Risposte poco serie ma molto serie. Mi aspetto di vederlo giocare in Bulgaria.
Valeria
Wow!meravigliosa intervista!
grande Meo, le risposte poco serie sono il suo punto forte!Lo convocherei solo per le conferenze stampa post partita
Jule*
Un mito!:) Sempre la risposta perfetta per ogni domanda!
Intervista molto molto bella, complimenti davvero!;)