Coppa Italia serie A1 Femminile - Ma che cos’ha questa Yamamay? Suvvia, chi ci avrebbe scommesso più del normale sulla compagine guidata da Carlo Parisi? Non che i nomi che ha al suo interno non siano abbastanza altisonanti (meno di altri comunque) ma la forza di questa squadra, sicuramente, si chiama “gruppo”. Perché certe cose (sì, anche dalla tv) si vedono a occhio nudo (e crudo): la grinta in difesa è tangibile e i dialoghi in panchina tra le giocatrici sono esemplificativi di una collaborazione fattiva e totale. Sentire Giulia Leonardi e Chiara Dell’Ora che si confrontano, come se fossero in un under, sulla posizione di muro, significa aiuto reciproco. Merito di tutto questo va sicuramente al condottiero, Carlo Parisi, che con il suo essere silenzioso, il suo portarsi spesso via Carli Loyd durante i time out, lascia spazio alla sua seconda,”tale” Mariela Codaro che fa le sue veci con voce squillante e forte (Foto Rubin).
La vittoria della Coppa Italia, conquistata sul campo ieri, ha molto di queste due guide: la tranquillità e la forza, la collaborazione e la quotidianità.
L’intero gruppo è ben amalgamato, forte di una diversità insita all’interno dell’insieme che sta diventando davvero una forza della natura, consapevoli del fatto che ogni giocatrice può trovare il suo spazio.
E’ la vittoria di Christina Bauer che l’anno scorso quasi non partiva titolare e quest’anno viaggia su percentuali pazzesche, la vittoria di Helena Havelckova, sempre più punto di riferimento con le sue urla e le sue palle alte. E’ la vittoria di Carli Loyd e del suo gioco ispirato che ricorda molto Leo Lo Bianco. E’ la vittoria di Chiara Dell’Ora che si conferma pazzesca a muro, per oggi e per (l’Italia lo spera) per domani. E’ la vittoria di Francesca Marcon che con il suo metro e ottanta non ha paura delle altezze più imponenti di chi si trova davanti e gioca di esperienza e intelligenza (e senza paura).
E’ la vittoria di Aneta Havlickova, un opposto puro che tira sbordate e mette bene le mani a muro. E’ la vittoria di Giulia Leonardi, che (l’ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport), dopo l’Europeo stava sotto un treno e temeva di non saper più ricevere. E invece guizza qua e là come solo i liberi sanno fare. Soprattutto i liberi grati di essere nel bel mezzo di un sogno che si vuole far diventare realtà.
E’ la vittoria di Veronica Bisconti che, da secondo libero, diventa spesso cambio in battuta (e scusate se è poco) con i suoi ace e il suo sorriso senza precedenti (anche quando si mangia le unghie per l’agitazione). E’ la vittoria di Giulia Pisani, anche lei futuribile da matti e sempre in campo, anche se in panchina. E’ la vittoria di Silvia Lotti, Valeria Caracuta e Floortje Meijners, giovani ma con esperienza.
E’ la vittoria di Marco Musso, Omar Beltran e Ezio Bramard (perché tutti in una squadra sono fondamentali).
E’ la vittoria dei tifosi, che ci sono sempre (Let’s go).
E’ la loro vittoria.
Ed è giusto godersela…




