Coppa Italia Maschile – Paropagella di Trento-Macerata

Coppa Italia Maschile – Paropagella di Trento-Macerata

Coppa Italia Maschile A1 - E alla fine vince Trento. Ma non vince come al solito. Vince in rimonta e la dice bene Andrea Bari quando ricorda che questa è la prima volta che la Itas riesce a conquistare un trofeo recuperando terreno. Vince Trento, la fredda. Di fronte c’erano due compagini belle e diverse. Fredda e cinica Trento (il calore le arriva da un pubblico a dir poco fantastico!). Dall’altra Macerata, emozionale, imprevedibile ed emotiva che subisce spesso i momenti di poca lucidità. Due set di Macerata tutta fiamme e forza con un muro che macinava gioia e punti. Poi nel terzo set, quando davvero sembrava fatta, ecco che basta una palla e un buon turno in battuta di Matteo Burgstahler per girare la gara a favore dei trentini che, si sa, non sono proprio dei tipi ai quali chiedere due volte di rientrare in partita con forza. Ed eccola lì, Trento. Pronta a rimettersi in gioco, con le sue due squadre titolari, senza Emanuele Birarelli (bloccato da una broncopolmonite) e con giocatori del calibro di Sokolov e Sygadlo a far panchina dietro a Raphael e Stokr. Per Macerata, non basta Igor Omrcen che mette a terra un set da solo (26 punti per il capitano), mentre – a tempi alterni – il muro è stato paritario (9 punti soltanto in cinque set in questo fondamentale).

PAROPAGELLA

TRENTO
Raphael: fatica molto nei primi due set, quando la ricezione non è perfetta e non riesce a servire ottimamente le sue bocche di fuoco con le bande non in grado di incidere come sanno. Poi bastano pochi punti in panchina per riordinare le idee e guidare la sqaudra come al solito. #Pazientevincitore

Jan Stokr: attacca la maggior parte dei palloni che partono dale mani del brasiliano (44) e mette palla a terra con il 41%. Vederlo difendere è sempre fantastico: alto e possente non ha paura di buttarsi e dare tutto. #unico

Matteo Burgstahler: questa coppa, più di tutti, se ce lo permettono, è sua. E’ sua perchè dopo un’annata storica, quella vissuta a Padova, è arrivato a Trento consapevole che il suo ruolo sarebbe stato quello di dar fiato dalla panchina. Oggi, per sostituire il Bira, fa una partita in fatica (soprattutto quando Travica orchestra il gioco d acampione), ma è suo il filotto in battuta che ridà anima a Trento per la vittoria finale. #giovanefelice

Mitar Durjc: anche lui fa una fatica tremenda nei primi due set, ma alla fine, è l’uomo muro della sua sqaudra con 4 punti in questo fondamentale. Quando Trento accelera, lui non rimane indietro e nei tre set successivi fa la differenza. #increscendo

Matey Kazyiski: è quello che ha le percentuali peggiori dei suoi. Attacca con il 27%, mette a terra 3 muri (buono), e riceve con il 36% (16%). Il fatto è che i numeri parlano, ma la sua prestazione rimane di livello. Perchè dà tranquillità e continuità. Anche quando i numeri dicono che non è il suo periodo migliore. #capitano

Osmany Juantorena:
oggi non era giornata di ace (solo 1), ma quando va in battuta, con il suo rituale che gli dà sicurezza, quello che lo vede alzare le ginocchiere e puntare i piedi come fosse un centometrista, son dolori. La ricezione avversaria vacilla e lui, nella sua “normalità”, se si può parlare di questo citando Juantorena, fa una grande partita. La sua pipe è una delizia. #fondamentale

Andrea Bari: la ricezione oggi non è andata un granchè, soprattutto nei primi set. Ma è anche lui a guidare la squadra verso la rimonta. #carattere

Massimo Colaci: un grande libero di difesa. Specializzato in questo fondamentale, il gicoatore pugliese salta da una parte all’altra del campo, vola, non si ferma. Ha fiato ed elasticità da vendere e ha dipinto sul viso ogni palla che cade e che salva. #unodeimigliori

Emanuele Birarelli: sul podio, insieme al secondo Roberto Serniotti, c’è anche lui, nonostante la brocopolmonite. #forzabira

MACERATA

Dragan Travica: nei primi due set, probabilmente, non gli avrebbe tenuto testa nè Bruninho, nè Vullo. O chi altro. Poi comincia a perdere lucidità, insieme a tutta la Lube. Parte la testa e l’intesa e dispiace, perchè bastava davvero poco per portare a casa la gara. #scesodirendimento

Igor Omrcen: è un lottatore, uno che ha messo a terra 26 punti e che ha fatto vedere quanto vale. Non smette mai di attaccare, anche quando gli arrivano delle palle brutte. E’ il terminale d’attacco più usato. #ilmiglioreincampoanchesehaperso

Dragan Stankovic: è il centrale migliore della gara. Nei primi due set, ottimo. Nel quinto, quando tutto sembrava perso, sono suoi i palloni che scottano e la scuola serba non tradisce mai. Ha un momento di difficoltà nel quarto set quando Alberto Giuliani lo sostituisce. #nonbasta

Marko Podrascanin: zero muri per lui. Non è da lui. Nonostante questo, mette a terra 8 punti, ma da un centralone come lui, ci si aspetta di più. #darivedere

Jeff Exiga: ce la mette altrochè tutta. Come sempre. Riceve bene (78%-70%) e in copertura fa i miracoli. #nonbasta

Cristian Savani: il capitano non molla mai. Spesso va nella cosiddetta trance agonistica e i suoi urli emozionano tutti. Riceve sui suoi standard, ma attacca con un 39%. #dispiaciuto

Simone Parodi: E’ il giocatore di banda con la percentuale d’attacco migliore (64%), ma nei momenti che scottano anche lui perde lucidità e si dimentica di andare ad attaccare una pipe servita da Travica. #belloametà

 

Lube Banca Marche Macerata-Itas Diatec Trentino 2-3

(25-21, 25-22, 22-25, 22-25, 16-18)

LUBE BANCA MARCHE MACERATA: Parodi 16, Stankovic 14, Omrcen 26, Savani 11, Podrascanin 8, Travica 6, Exiga (L); Lampariello, Pajenk, Kovar 2. N.e. Monopoli e Van Walle. All. Alberto Giuliani.

ITAS DIATEC TRENTINO: Raphael 1, Juantorena 22, Burgsthaler 8, Stokr 21, Kaziyski 12, Djuric 7, Bari (L); Colaci (L), Della Lunga, Sokolov 1, Zygadlo. N.e. Brinkman, Lanza. All. Radostin Stoytchev.

ARBITRI: Saltalippi di Perugia e Cipolla di Palermo.

DURATA SET: 30’, 28’, 29’, 28’, 23’; tot 2h e 18’.

NOTE: 5.600 spettatori. Lube Banca Marche Macerata: 9 muri, 9 ace, 27 errori in battuta, 7 errori azione, 50% in attacco, 70% (53%) in ricezione. Itas Diatec Trentino: 9 muri, 6 ace,  13 errori in battuta, 9 errori azione, 47% in attacco, 49% (36%) in ricezione. Mvp Juantorena.

5 Comments

  1. Daniele 20 febbraio 2012 at 22:43 - Reply

    10 a Mosna che è riuscito a fare il presidente di Lega e quello di Trento come lui nessuno mai…!

  2. manutam 20 febbraio 2012 at 18:20 - Reply

    Ma secondo me probabilmente hanno abbassato leggermente la concentrazione e si sono un po bloccati , dopo probabilmente ci sarà stata anche la paura.. comunque è veramente una squadra fortissima..
    Anche se. sarò di parte ma trento è più forte..
    GRANDISSIMI RAGAZZI!!!!!!!!!!

  3. Martina 20 febbraio 2012 at 16:43 - Reply

    D’accordo con le pagelle. Purtroppo.
    Questa partita la Lube poteva vincerla e se la sarebbe meritata.
    Peccato davvero. E’ mancata la testa nei momenti fondamentali.

    Domanda con un po’ di ingenuità e stupidità:
    Secondo voi, nel terzo set, quanto la Lube era avanti di 4 o 5 punti (ora non ricordo e non ho ancora visto i tabellini, scusatemi ma stamattina sono tornata alle 5 da Roma XD), ha avuto la cosiddetta “paura di vincere”?

  4. manutam 20 febbraio 2012 at 11:51 - Reply

    Uhooooooo!!!!

    • Gle8 20 febbraio 2012 at 12:49 - Reply

      Cavolo che partita… Trento siamo una grandissima squadra!! reazione spettacolare… vittoria meritata!!

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